Bugie

Bugie: quello che il  protocollo medico non dice.

Ispirato all’articolo “9 Damaging Lies Doctors Told Me When I Was Growing Up Intersex” di Pidgeon Pagonis

Una breve lista delle bugie raccontate che speriamo faranno solo parte della storia:

 

Se non si fa un intervento per “correggere” la forma dei genitali, o la terapia ormonale, il bambino diventerà omosessuale.

Una persona Intersex ha le stesse possibilità di essere eterosessuale, omosessuale o transessuale delle persone non DSD/Intersex.

 

Le gonadi delle persone DSD/Intersex hanno un più alto rischio di cancro.

Un aumentato rischio è documentato solo nei casi di mosaicismo, o tessuto misto, tra le forme più rare. Se dici ad una persona che le sue gonadi sono state rimosse per un rischio di cancro, si porterà dietro il terrore del cancro per il resto della sua vita. In più se minacci la sua fiducia nei medici, non farà i controlli regolari che possono rivelare un cancro in qualsiasi parte del corpo negli stadi iniziali e curabili. Invece di rimuovere le gonadi e causare una dipendenza per tutta la vita dalla terapia ormonale sostitutiva (TOS), può essere offerto monitoraggio.

 

Se un bambino scopre nell’infanzia di essere Intersex/DSD, di avere una parte del corpo di un genere diverso dalla propria identità di genere (per esempio le gonadi), questa informazione manderà in crisi la sua identità di genere.

Una corretta comunicazione è la chiave del benessere. Se un medico dice ad una ragazza che è “realmente”, o biologicamente, un maschio, ovviamente questo potrebbe provocare dei traumi alla sua autostima (ma raramente potrebbe spostare la sua identità di genere). È facile invece spiegare che il corpo ha numerosi componenti a cui la ricerca biologica ha dato un genere per spiegare il sistema riproduttivo, però non tutti i corpi hanno necessariamente la stessa combinazione di elementi. È facile anche dare credito alla identità di genere espressa della persona stessa, invece di presumere come dovrebbe “realmente” sentirsi. Ci sono anche persone Intersex/DSD (e non) che non si identificano con un’identità di genere binaria, ovviamente questa è una strada difficile da intraprendere per via delle discriminazioni sociali e legali, ma non vuol dire che si tratti di una identità malsana.

 

Riducendo la grandezza dei genitali chirurgicamente non si rischia di perdere sensibilità.

Un grande numero di persone che hanno subito questo intervento racconta di aver molto difficoltà a provare piacere o raggiungere un orgasmo, o anche ad avere l’autostima per essere sessualmente attiva. Spesso la clitoride viene ridotta, per non dire asportata del tutto, per dare un aspetto “totalmente” femminile al pube, senza una reale necessità, solo per rispecchiare il modello femminile immaginifico e ideale del medico, togliendo ogni sensibilità e possibilità di piacere successivo.

 

Esiste un unico intervento chirurgico risolutivo.

Le statistiche mediche rivelano che la maggior parte degli interventi chirurgici fatti nell’infanzia devono essere ripetuti o “corretti”, anche numerose volte, senza che questo dato venga comunicato ai genitori. In Italia almeno il 50% degli interventi per spostare l’uretra devono essere “corretti” successivamente. L’intervento chirurgico della vagino-plastica deve essere supportato con una costante terapia manuale, nella maggior parte delle situazioni, si può allungare il canale vaginale usando solo la tecnica manuale di dilatazione. Forse sarebbe il caso di aspettare che un individuo possa decidere autonomamente se vuole affrontare numerosi interventi.

 

Esiste un’unica forma di genitali “normali”, ed averla è essenziale per una identità di genere stabile e una vita sessuale soddisfacente.

Un giro su internet oramai può dare ampia evidenza della variabilità del corpo. Abbiamo anche sempre più evidenza sociale che probabilmente è l’identità di genere della persona a dare genere al corpo, non la forma dei genitali che indirizza l’identità di genere. I fattori più importante per una vita sessuale soddisfacente sono probabilmente l’autostima e l’agio col proprio corpo. Quando invece il tuo corpo è stato stigmatizzato e modificato arbitrariamente senza il tuo diretto consenso, la strada per acquistare un’autostima e una padronanza corporea è molto più lunga.

 

È meglio intervenire chirurgicamente nell’infanzia quando il corpo è più plastico.

Non ci sono dati medici che comprovino tale affermazione. Anzi, siccome il corpo è ancora in via di sviluppo, non si può sapere, prevedere come si svilupperà in futuro dopo la pubertà; inoltre i dati indicano che gli interventi effettuati durante l’infanzia spesso devono essere ripetuti. Poi, in particolare, non c’è società umana documentata in cui una ragazza abbia bisogno di una vagina di lunghezza penetrabile prima della pubertà.