I movimenti

All’inizio degli anni ’90 assistiamo alla nascita dei primi movimenti Intersex nei contesti anglofoni, con la costituzione di AISSG nel Regno Unito e ISNA negli Stati Uniti.

AISSG nasce nel Regno Unito nel 1988 come gruppo di supporto per le ragazze/donne a cui è stata diagnosticata la sindrome da insensibilità agli androgeni, o sindrome di Morris, nota nel mondo anglosassone con la sigla AIS (Androgen Insensitivity Syndrome), e alle loro famiglie. Questo gruppo ha affrontato fin dalla sua nascita  numerosi problemi legati ai diritti umani negati delle persone Intersex: dall’attenzione morbosa per la forma dei genitali o per il comportamento più o meno in linea con l’identità di genere, alla mancanza di consenso informato rispetto alle cure mediche.

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ISNA (Intersex Society of North America) è nata nel 1993 in risposta ad un articolo accademico – “I cinque sessi” di Anne Fausto-Sterling – che ha spinto l’attivista americana Cheryl Chase a lanciare un appello pubblico chiedendo a tutte le persone Intersex di contattarla e cominciare la lotta per i loro diritti. ISNA era un gruppo pan-Intersex, dedicato a porre fine alla vergogna, alla segretezza, e agli interventi chirurgici indesiderati ai genitali per le persone nate con un’anatomia che qualcuno ha deciso non essere standard per un maschio o una femmina.
Da lì a poco cominciarono a nascere altri gruppi in diverse parti del mondo (guardate i link!),  preferendo l’utilizzo dei termini ombrello Intersex o DSD, oppure  l’adozione dei singoli termini diagnostici (guardate il link!).

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In Italia operano:

AISIA

(Associazione Italiana Sindrome da Insensibilità agli Androgeni), molto attiva, fondata nel 2006 da genitori e donne a cui è stata diagnosticata la AIS, che oramai ha una rete nazionale di più di 100 persone. AISIA fornisce sostegno a famiglie e persone con AIS direttamente coinvolte, ma si estende anche alle persone Intersex con altre diagnosi, perché la loro esperienza e il loro impegno a confrontarsi con i medici può aiutare molte persone con VSC  sia ad affrontare il sistema medico che a ricostruire la propria autostima.

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AISIA – Associazione Italiana Sindrome da Insensibilità Androgeni

Mai più soli, associazione genitori e bimb* intersex

Gruppo di genitori nato nel 2021 con il preciso intento di preservare l’integrità fisica dei propri figli e di rispettare la loro autonomia decisionale. Si pone l’obiettivo di sviluppare consapevolezza ed entrare nei reparti di maternità degli ospedali al fine di portare la propria esperienza ai neo genitori, non farli sentire soli, diffondere solidarietà ed aiutarli a fare scelte consapevoli. Al momento il gruppo è attivo con una chat whatsapp ( +393703039608) ed un indirizzo email intersexmaipiusoli@gmail.com

Associazione Radicale Certi Diritti

L’associazione è nata nel 2008 ed è il centro di iniziativa politica non violenta, giuridica e di studio per la promozione e la tutela dei diritti civili inerenti le libertà e le responsabilità sessuali, nonché i diritti di uguaglianza delle persone LGBTI. L’associazione difende i diritti delle persone intersex presso le istituzioni e l’attivista intersex Alessandro Comeni ne è stato a lungo il presidente onorario.

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Certi Diritti

Intersexioni

Nato nel 2013, è un collettivo che tratta diversi temi che riguardano l’intersezione tra differenti tipi di discriminazione inclusi i diritti delle persone Intersex.

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Intersexioni

Sul territorio nazionale, sono presenti anche diversi gruppi che si occupano di sindrome di Klinefelter (guardate i link!), che hanno periodi di maggiore o minore attività, e dal 2014 c’è anche un gruppo di donne che si occupa della Sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser (sito web). Esiste anche un’associazione che raggruppa ragazze con diagnosi di Sindrome di Turner e le lore famiglie, insieme ad altre persone con deficit dell’ormone della crescita e le loro famiglie (sito web). Per le altre diagnosi e realtà esistono dei gruppi gestiti solo da medici o solo da genitori, che devono ancora evolversi per includere le esperienze e le voci delle persone direttamente interessate. Tuttavia ci sono numerosi gruppi di pazienti e attivisti online, in diverse lingue, per chi vuole contattare persone con esperienze simili alle proprie, o avere più informazione rispetto ad altre realtà Intersex.

Le azioni dei movimenti possono variare: certi gruppi fanno attivismo sociale e altri lavorano in collaborazione con il sistema medico per cambiare i protocolli e stimolare la ricerca a lungo termine sulle reali questioni di salute e non sugli aspetti connessi al genere.

A grandi linee queste sono tra le richieste dei movimenti intersex/DSD:

Proibire la chirurgia e gli interventi medici precoci e/o inutili sulle caratteristiche sessuali di bambini intersex (realizzati per motivi meramente o puramente estetici o culturali), allo scopo di proteggere la loro integrità fisica e rispettare la loro autonomia.
Assicurarsi che le persone intersex e le loro famiglie ricevano consulenza e sostegno adeguati, anche da coetanei.
Rimuovere ogni discriminazione nel campo dell’istruzione, dell’assistenza sanitaria, dell’occupazione in tutti i settori lavorativi, dello sport e dell’accesso ai servizi pubblici, sulla base di tratti, caratteristiche o variazioni intersex.

Emanare leggi per prevedere procedure agevolate per modificare il sesso anagrafico sui certificati di nascita e i documenti ufficiali delle persone intersex.

Formare personale sanitario preparato sui bisogni di salute fisica e psichica delle persone intersex, includendo e promuovendo l’assistenza psicologica alle famiglie dei bambini intersex..
Preparare formare, addestrare il personale e la dirigenza della magistratura, delle forze dell’ordine, della sanità, dell’istruzione, i funzionari dell’immigrazione e altri funzionari delle istituzioni statali per rispettare e garantire la parità di trattamento per le persone intersex.
Consultare e far partecipare le organizzazioni e le associazioni intersex alla ricerca medica, alle politiche che le riguardano e alla legislazione futura per tutelarne bisogni e diritti.
Includere le voci di persone e gruppi Intersex in giornali, tv, radio e in tutti i mezzi di informazione multimediale.
Dare un quadro oggettivo ed equilibrato delle persone intersex, delle loro preoccupazioni, esperienze e lotte per il rispetto dei propri diritti umani.
Non fare ipotesi o domande morbose circa l’orientamento sessuale, l’identità di genere o la forma dei genitali delle persone intersex. Se ha rilevanza per l’interazione in corso, l’informazione verrà fuori.