I diritti delle
persone intersex

La questione relativa ai diritti umani delle persone nate con variazione delle caratteristiche del sesso (VSC) ha ottenuto una sempre maggiore attenzione pubblica dagli anni ’80 in poi, grazie alle varie forme di attivismo condotte da persone intersex e alleati e alla ricerca accademica storica e sociale. L’attivismo e la difesa delle rivendicazioni dei diritti intersex può avere molteplici forme: si passa da iniziative rivolte al pubblico come proteste e campagne di sensibilizzazione, all’azione di gruppi chiusi che offrono supporto tra pari e negoziano il ruolo del “paziente esperto” con i professionisti della salute, richiedendo al contempo una migliore assistenza sanitaria.

 

Le persone intersex devono essere tutelate e protette dalle violazioni dei loro diritti civili e umani. Ogni volta che si verificano tali violazioni, dovrebbero essere indagati e perseguiti i colpevoli. Queste violazioni dei diritti avvengono sia in campo sociale che medico.

A livello sociale le persone hanno diritto ad essere accettate pienamente nella società a prescindere dalle variazioni del loro corpo.

 

Le persone intersex possono essere oggetto di discriminazioni e abusi quando i loro corpi sono percepiti come non conformi alle norme di genere e quando le loro variazioni diventano di dominio pubblico e vengono utilizzate in modalità discriminatoria.

In generale, le leggi anti-discriminazione non vietano la discriminazione contro le persone intersex, lasciandole vulnerabili a pratiche penalizzanti in diverse situazioni, compreso l’accesso ai servizi sanitari, l’istruzione, i servizi pubblici, il lavoro e lo sport.

In campo medico tutte le persone hanno diritto al pieno consenso informato e alla propria integrità fisica. Avrebbero anche diritto a una cura informata sui risultati della ricerca medica a lungo termine, cosa che nella realtà manca, specie per i/le pazienti intersex.

 

È ancora pratica comune sottoporre i bambini intersex ad inutili interventi chirurgici e altre terapie mediche, allo scopo di conformare la loro fisionomia allo stereotipico binarismo sessuale di sesso e genere.

Queste procedure spesso sono irreversibili e possono causare infertilità permanente, dolore, incontinenza, perdita di sensibilità sessuale e sofferenza mentale e psichica per tutta la vita.

Di solito sono eseguite senza il pieno, libero e informato consenso della persona interessata che, essendo spesso minorenne, è troppo giovane per prendere parte al processo decisionale, nonostante queste procedure mediche possano violare i diritti all’integrità fisica, alla libertà dalla tortura e dai maltrattamenti, e al vivere liberi da pratiche dannose.

Interventi chirurgici e terapie vengono frequentemente modificate e giustificate sulla base di norme culturali e di genere, insieme a credenze discriminatorie e religiose, a favore di una presupposta migliore integrazione delle persone intersex nella società. Le persone intersex o i loro genitori spesso danno il consenso nonostante non abbiano ricevuto le informazioni sulle conseguenze, a breve e lungo termine, degli interventi e non abbiano potuto conoscere persone con esperienze simili, come adulti con VSC e le loro famiglie. Molte persone adulte che sono state sottoposte a questi interventi chirurgici durante l’infanzia, sottolineano la vergogna, il ribrezzo e lo stigma legato ai tentativi di cancellare i loro corpi, i loro tratti intersex, la loro storia, le loro sofferenze fisiche, mentali e psichiche. Certi ritengono, inoltre, di essere stati costretti a categorie di sesso e genere che non li rappresentano. Data la natura irreversibile e l’impatto sull’integrità fisica e l’autonomia, questi interventi sono spesso medicalmente inutili. I bambini intersex e le loro famiglie dovrebbero ricevere un’adeguata consulenza e sostegno medico, psicologico e sociale, anche da persone e famiglie con esperienze simili.

Tutti gli attivisti Intersex ed alcune associazioni di pazienti chiedono una moratoria sugli interventi chirurgici non necessari nella prima infanzia.
I movimenti intersex e una serie di organizzazioni internazionali e organismi legali sovranazionali – tra cui l’ONU, il Consiglio d’Europa e l’YP + 10 – condannano gli interventi medici non consensuali sui minori con VSC.
Gli organi internazionali che si occupano di diritti umani stanno appoggiando sempre di più la richiesta di una moratoria degli interventi chirurgici sui bambini intersex. Nel 2016 l’ONU, il Consiglio d’Europa (COE), la Carta africana dei diritti umani e dei popoli (ACHPR) e la Commissione interamericana sui diritti umani (IACHR) hanno pubblicato una dichiarazione congiunta in occasione della Giornata della Consapevolezza Intersex, che cade il 26 ottobre di ogni anno, indicando che:
“Gli Stati devono, con urgenza, vietare interventi chirurgici e le procedure non necessarie dal punto di vista medico sui bambini intersex. Devono difendere l’autonomia degli adulti e dei bambini intersex ed il loro diritto alla salute, all’integrità fisica e mentale, a vivere liberi dalla violenza e dalle pratiche dannose e ad essere liberi dalla tortura e dai maltrattamenti. Ai bambini intersex e ai loro genitori dovrebbe essere fornito sostegno e consulenza. […] ”.
All’inizio del 2019, il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione sui diritti delle persone intersex che fa riferimento alle numerose convenzioni che sono state utilizzate per affrontare le violazioni dei diritti umani intersex, e in particolare “condanna fermamente i trattamenti e gli interventi chirurgici che normalizzano il sesso e accoglie con favore le leggi che vietano tali interventi chirurgici ”. Mentre gli attivisti intersex sostengono che questi decreti dovrebbero essere vincolanti per gli Stati che hanno ratificato le convenzioni, pochi Stati si stanno effettivamente muovendo per adottare una legislazione specifica.

L’attivismo intersex richiede uno studio strategico dei quadri esistenti sui diritti umani, che possono avere impatti molteplici e fornire immagini diverse delle lotte intersex. Mentre altri approcci nell’ambito dei diritti umani potrebbero rivelarsi utili in futuro, le seguenti 11 categorie hanno avuto la maggiore risonanza dal 2008 al 2017 (Bauer et al., 2020):

  1. Pratiche dannose;
  2. Divieto di tortura e trattamenti inumani o degradanti;
  3. Integrità della persona;
  4. Accesso alla giustizia;
  5. Sperimentazione medica involontaria;
  6. Violenza contro i bambini;
  7. Diritto alla vita;
  8. Sterilizzazione coercitiva;
  9. Diritto alla salute;
  10. Diritti del bambino;
  11. Leggi contro la discriminazione che includono le caratteristiche sessuali;

Per altra documentazione vedi:
Bauer, Markus, Daniela Truffer, and Daniela Crocetti. “Intersex human rights.” The International Journal of Human Rights 24, no. 6 (2020): 724-749.
Carpenter, Morgan. “The human rights of intersex people: addressing harmful practices and rhetoric of change.” Reproductive Health Matters 24, no. 47 (2016): 74-84.
Crocetti, D., Arfini, E.A., Monro, S. and Yeadon‐Lee, T.”You’re basically calling doctors torturers’: stakeholder framing issues around naming intersex rights claims as human rights abuses”. Sociology of Health & Illness, (2020): 42(4), 943-958.
Ghattas, Dan. 2013. Human Rights between the Sexes: A Preliminary Study on the Life Situations of Inter* Individuals. Berlin: Heinrich-Boll-Stiftung.
Tamar-Mattis Anne. “Report to the Inter-American Commission on Human Rights: Medical Treatment of People with Intersex Conditions as a Human Rights Violation”. (2013) http://www.aph.gov.au/DocumentStore.ashx?id=432c5135-4336-472e-bb24-59c89eb4a643>